Storia di Giovanni (nome di fantasia)
Giovanni ha 20 anni e si è iscritto alla facoltà di ingegneria aerospaziale. Aveva sempre immaginato che sarebbe arrivato “in alto”, più in alto di suo padre, professionista affermato. E’ in impasse nel percorso accademico, non riesce a concentrarsi, fatica ad addormentarsi, ha risvegli notturni frequenti, si sente sempre in “stato di allerta”. Le aspettative sull’esperienza universitaria sono deluse. Si descrive come “con un tappo pesante in testa…un macigno…. come schiacciato da una pesante lastra di marmo” oppure come “paralizzato bloccato a terra… sdraiato con lo sguardo in su ma incapace di muoversi”.
Aumento della consapevolezza e accettazione del limite
Il percorso terapeutico lo porta a confrontarsi con la dolorosa caduta del suo se’ ideale e gradualmente a conoscere e ad accogliere se stesso, con le sue fragilità, i suoi limiti. Ciò lo porta a scoprire e riconoscere le sue caratteristiche peculiari, le sue capacità, i suoi desideri piu’ veri.
Situazione attuale
Ora Giovanni ha cambiato facoltà e sta frequentando i corsi dando gli esami, capace di gioire dei suoi successi e di accettare che non sempre è perfetto o raggiunge il traguardo perfettamente come avrebbe voluto. Si è inscritto ad un gruppo sportivo con cui si reca periodicamente in montagna. Non sente più un macigno che lo schiaccia, è lui a scalare i macigni della montagna, sia fisici che metaforici, ben attento a dove inserire i picchetti e a dosare le sue forze, capace anche di condividere la fatica con gli altri insieme a lui, così come è stato capace di chiedere aiuto ed essere un compagno di scalata nella terapia.
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