Dipendenza affettiva – Fallimenti nelle relazioni

Immagine di catene

Storia di Monica (nome di fantasia)

Monica ha 38 anni e alle spalle due relazioni dolorose interrotte dai partner. Arriva con una profonda sofferenza che le provoca ansia e che la porta ad isolarsi dalle amicizie. Descrive la sua sofferenza come un “groviglio scuro dentro e anche fuori di me” una sorta di confusione a cui non sa ancora dare un nome. Esploriamo insieme le sue relazioni attuali e del passato, e iniziamo a dare un nome alle emozioni che le suscitano: il rapporto con il compagno P. “ uccel di bosco..”, le relazioni con la madre “ una coperta coi buchi..” e il padre “ sulla luna…”.

Aumenta la consapevolezza

Gradualmente dal groviglio oscuro escono fili e trame e Monica inizia a divenire consapevole che ciò che causa sofferenza è proprio il modo in cui lei sta in relazione con l’altro, in particolare col partner. Un partner che ha in sé, nel suo modo di relazionarsi, tratti che Monica nel tempo rintraccia anche nelle sue relazioni primarie, con la madre e il padre.

Assunzione di responsabilità

Si fa strada in lei il desiderio di cambiamento e anche l’assunzione di una sua “responsabilità” nella scelta dei partner. Nella relazione terapeutica, sperimenta un “altro” modo di stare in relazione, aumenta la sua motivazione a lavorare per riuscire a far fronte a quello che definisce “il baratro … il vuoto” dell’abbandono, a tollerare la frustrazione della mancanza dell’altro.

Riscoperta di sè

Intrecciamo trame di riscoperta di sé e del suo valore, e Monica si mette in gioco nello sperimentare alcuni momenti solitudine, provando a viverli anche come un’opportunità per entrare maggiormente in contatto con sé.

Verso la separatezza

Il cammino è ancora lungo ma l’atmosfera sta cambiando e all’orizzonte si delinea anche se ancora lievemente, la possibilità di sperimentare rapporti più paritari di condivisione e separatezza.